On Air: Just A Dream - Nelly
"..Sentirsi a casa cambiando posto, per tornare a casa e sentirsi cambiati…"
Non ho mai parlato della cerimonia del diploma, e anche se avrei molto da dire.. ora non mi va. E' stato fantastico e su fb ci sono un paio di foto. Vi basti sapere che è stata la realizzazione di un sogno, la perfetta fine del mio sogno. Un giorno perfetto, per un occasione speciale.
Ho lasciato Lebanon il 28 maggio 2012. Una delle cose più difficili che io abbia mai dovuto accettare. Un boccone così amaro che neppure tutti gli sciroppi alla tosse di questo mondo possono reggere il confronto.
Ho salutato Olivia, la mia sorella ospitante il 26 perchè era diretta in Florida con una sua amica. Sento gli occhi inumidirsi al solo ricordo ricordo. Mi ha abbracciata, lì nella notte scura e mi disse che ero la miglior sorella che potesse capitarle e che mi voleva bene. Mi disse "I love you" e mi strinse forte.
Quello stesso giorno c'è stata la mia festa di Addio, anche se Shellie la chiamava festa di Diploma. Mi piace pensare che non volesse ammettere che tutto stesse finendo.
Il 27 sono andata al cinema con Kate, la mia amica russa. Abbiamo guardato "Men in Black 3" e guarda caso, il film era proiettato nella sala dove ho visto il mio primo film. Con noi c'era anche Tanè.. Chi è Tanè? Tanè è la moglie di Neil. Chi sono? Due delle persone migliori al mondo, vi basti sapere questo.
Salutare Kate, Katya, o come la si voglia chiamare, è stato un campanello d'allarme, come per dire "Hey you, yes, you're going home". Mi manca un sacco. Ci siamo divertite molto insieme e siamo diventate davvero buone amiche.
E poi è arrivato il 28. Ci siamo diretti a Springfield, ho fatto un pit stop al Mc Donald's per due cheesburger (cheesburger e patatine, il mio primo pasto in Missouri) così da non morire di fame fino a NY, ed eccomi catapultata in aereoporto. Lì c'era già Garrett con due dei suoi amici. Eravamo un po' in anticipo, ma ho comunque consegnato i miei bagagli e poi ci siamo seduti e siamo stati lì a chiacchierare, come se non stesse per accadere nulla, come se tutto fosse normale, per un oretta. Poi Garrett e i suoi amici se ne sono andati, lui mi ha abbracciata e mi ha detto di restare in contatto.. Non che stia accadendo. E così eravamo rimasti solo io, Shellie, Mike e il piccolo Grant che neanche a farlo apposta aveva indosso gli stessi vestiti di quando io ero arrivata. E poi, è arrivato il momento, li abbraccio tipo 20 volte mentre il signore dietro vorrebbe dirmi di muovermi ma allo stesso tempo non se la sente perchè vede come stiamo tutti, e poi prendo e vado. Prima il passaporto, mentre loro sono ancora lì che mi guardano. Poi i controlli, dove mi devo togliere le scarpe, o meglio le ciabatte. Perchè visti i casini nel partire con le scarpe da ginnastica, me ne sono andate con le slides della nike. Quindi tolgo le ciabatte e le agito nella loro direzione prima di metterle nel cestino. Shellie mi sorride e mi alza il pollice, Mike annuisce.
Poi via. Non facevo 5 metri che già mi giravo e loro erano ancora lì che mi salutavano. Mi sarò girata almeno 15 volte, e loro erano sempre lì, sempre più piccoli, ma sempre lì. Come per dire "No matter how far you'll go, we're gonna be always here for you" Erano 3 puntini minuscoli, ma erano ancora lì. Poi in lacrime, non mi sono più voltata. E quando l'ho fatto.. non potevo più vederli. Non perchè non fossero più lì, almeno questo io non lo so, ma perchè la porta dietro di me si era chiusa.
Ho passato 3 giorni a NY a casa di una cugina, durante i quali non ho fatto altro che messaggiare con Mike, Shellie.. e Kameron, un ragazzo diventato mio amico nell'arco di un mese.
Salita sull'aereo NY - Milano Malpensa, ho mandato un messaggio a Shellie, Mike e Kameron con su scritto. "Well, that's it. I'm on the plane." Shellie e Mike mi hanno scritto che avrò sempre un posto a casa loro e altre cose carine.. mentre Kameron mi ha scritto: "What are you doing! Come back now! I'm gonna miss you terribly". ..Devo ammettere che per una frazione di secondo mi è saltata in mente la folle idea di scendere dall'aereo e tornare indietro.. solo che ero a NY, come diamine ci sarei tornata in Missouri?
Arrivata a Milano, ci hanno messo all'incirca 30 minuti per rilasciare i bagagli, della serie, WELCOME TO ITALY. E il mio ce ne ha messi altri 15. Esco e vedo i miei e mia sorella. Erano tutti contenti di vedermi e io avevo un nodo in gola perchè volevo essere ovunque tranne lì. Arrivare a casa è stato un incubo, la strada sembrava non finire più.
Arrivata ho salutato mia nonna e poi... sono andata dal mio cane. Dopo 9 mesi e 22 giorni, ho potuto riabbracciarla. Sono scesa di corsa, l'ho fatta uscire. Avevo immaginato che mi sarebbe saltata addosso, invece no, si è buttata sui miei piedi e continuava a 'piangere', e si è accucciata lì, quando io l'accarezzavo lei mi leccava la mano e appena smettevo lei si buttava nuovamente ai miei piedi e piangeva, come per dire "Non lasciarmi più".
Come ho detto all'inizio.. è un po' che sono tornata, e, cibo a parte, l'Italia mi sta stretta. L'altro giorno stavo pensando a questo blog.. non so se scriverò ancora, sicuramente lo farò fino alla maturità, ma poi non so. Ultimamente vorrei fare l'Università all'estero, e se questo accadrà.. chissà, magari potrei scriverne qui. Per ora però.. This is all.
Kisses from.. Italy Again,
Kisses from.. Italy Again,
Paola :)