I was an exchange student. How do you know what is a dream if you never accomplished one? How do you know what is an adventure if you never took part in one? How do you know what is anguish if you never said goodbye to your family and friends with your eyes full of tears? How do you know what is being desperate, if you never arrived in a place alone and could not understand a word of what everyone else was saying? How do you know what is diversity if you never lived under the same roof with people from all over the world? How do you know what is tolerance, if you never had to get used to something different even if you didn’t like it. How do you know what is autonomy, if you never had the chance to decide something by yourself? How do you know what it means to grow up, if you never stopped being a child to start a new course? How do you know what is to be helpless, if you never wanted to hug someone and had a computer screen to prevent you from doing it? How do you know what is distance, if you never, looking at a map, said “I am so far away”? How do you know what is a language, if you never had to learn one to make friends? How do you know what is patriotism, if you never shouted “ I love my country” holding a flag in your hands? How do you know what is the true reality, if you never had the chance to see a lot of them to make one. How do you know what is an opportunity, if you never caught one? How do you know what is pride, if you never experienced it for yourself at realizing how much you have accomplished? How do you know what is to seize the day, if you never saw the time running so fast? How do you know what is a friend, if the circumstances never showed you the true ones. How do you know what is a family, if you never had one that supported you unconditionally? How do you know what are borders, if you never crossed yours, to see what there was on the other side? How do you know what is imagination, if you never thought about the moment when you would go back home? How do you know the world, if you have never been an exchange student?

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mercoledì 29 giugno 2011

Dreaming Of U.S.A.

29 Giugno 2011 

On Air: Just Can't Get Enough - Black Eyed Peas

Oggi mio papà è andato in banca e ha versato il saldo alla WEP, così un'altro punto della lista è andato. Cavoli mi sembra ieri che iniziavo a scrivere le mie prime parole impacciate su questo blog in un uggioso pomeriggio di ottobre (ho sempre desiderato usare questo aggettivo!) e ora siamo già alla fine di giugno. Queste prime due settimane e mezza di vacanze sono state diverse. Non so in che cosa, solo diverse. Utilizzo spesso questo termine ultimamente. Forse perchè qualcosa sta davvero cambiando. E non mi riferisco solo all'estate che di per sè è molto diversa in quanto non mi sveglio più nel panico pensando di essere in ritardo per la scuola. No. Mi sveglio chiedendomi se sarà oggi che arriverà qualche notizia dall'America. Perchè è così. Sarà il caldo, sarà che sono pazza, ma nel mio cuore e nella mia testa risuona l'eco di una parola soltanto - ed è America.

Ultimamente mi sono chiesta come sarebbe stata se non avessi passato le selezioni, se non fossi riuscita a coronare quello che è un mio sogno da anni. E anche se cerco di immaginarmi come sarei adesso, non ci riesco. È come se scegliere di partire fosse l'unica cosa che avessi potuto decidere di fare. Come se questa fosse stata l'unica strada davanti a me. Come se non ci fosse stata un'alternativa, un bivio che mi avrebbe condotto da un'altra parte. È come se fosse stato tutto già deciso e io non abbia potuto fare altro che imboccare questa direzione, questa strada che mi si presenta anche lei sterrata, piena di buche a loro volte piene di fanghiglia e che in un modo tutto suo mi condurrà alla felicità. Perchè anche se a vedersi sembra che porti in tutt'altro luogo, io so che è qui che mi farà arrivare. E nonostante abbia mille preoccupazioni, non c'è nemmeno un millimetro del mio corpo che non sia sommerso dalla convinzione che questa è l'unica cosa giusta per me, l'unico modo per raggiungere un sogno. L'unico modo per venire sommersa a mia volta dalla felicità. 
È il cambiamento che aspetto da una vita, la voglia di riscattarsi da non so bene che cosa. Ed è veramente strano pensare che manca circa un mese e mezzo, forse due al momento in cui salirò su quell'aereo.

Ebbene si, l'estate è finalmente arrivata. A differenza della mia famiglia. Ma fa niente. Infondo come disse Andrè Gide:

"Io semino a piene mani, ed il grano aspetti pure se il tempo non è propizio. Spesso infatti, il migliore è quello più lungo atteso."

E scommetto che per me sarà lo stesso. Devo solo avere pazienza e godermi gli ultimi attimi di questa vita italiana. Perchè anche se poi tornerò, non sarà più lo stesso. Io, non sarò più la stessa.

Un Abbraccio,
                              Paola

sabato 11 giugno 2011

That's Not a GoodBye, Is Just A See You

11 Giugno 2011 

E anche la terza liceo è finita. Ma almeno l'abbiamo finita nel migliore dei modi. Arrivate a scuola abbiamo bevuto il consueto caffè, e poi siamo saliti in classe dove avevano già spostato i banchi e iniziato a mettere su la musica. Poi, man mano che arrivavano anche gli altri abbiamo iniziato a ballare di tutto: dalla musica afro e da discoteca al ballo del pinguino in giro per il nostro piano. Mi hanno anche salutato tutti in coro con un "ippip urrà"! E poi, con l'avvicinarsi delle 10.20 (uscita anticipata) abbiamo iniziato a salutarci. È incredibile quanto sia stato triste e difficile. Perchè questa volta è stata diversa. Non era il consueto "Ehi, ci rivediamo a settembre!". No. È stato un continuo "mi raccomando divertiti!" "Ohi, facci sapere tutto quello che ti succede, anche semplicemente che hai incontrato un figo per il corridoio!" e cose così. E per quanto abbiamo cercato tutte di evitarlo, ho dovuto salutare anche le mie due compagne di (dis)avventure. E lì le lacrime hanno iniziato a scendere amare sul mio viso, come direbbero i Lost. Ininterrottamente. Pesantemente. Inevitabilmente.
Una delle due mi ha abbracciato e mi ha detto per sdrammatizzare: "Mi raccomando, esci con cinquemila bei fighi e tranquilla che ** ******* ** ** ********* **".
L'altra, dopo averla praticamente innondata di lacrime, con gli occhi lucidi e un sorriso che lasciava trasparire un velo di tristezza mi ha detto: "Vai, divertiti, conquistali tutti e poi torna, che noi saremo qui ad aspettarti a braccia aperte". E qui sono crollata nuovamente fra i singhiozzi. Perchè ha colpito nel segno. Perchè ha detto esattamente quello che avevo bisogno di sentire. Perchè ha detto esattamente quello che volevo sentire.

Prima di andare via da scuola ho incontrato la prof. d'inglese che mi ha detto di stare tranquilla (e chi si agita?! io non vedo l'ora di partire!!) perchè sarà sicuramente un'esperienza bellissima e poi anche il prof. di greco e quello di storia dell'arte che hanno scherzato un po' sul dove finirò =).
Dopo dalle 10.30 in poi, abbiamo gironzolato un po', abbiamo ascoltato per circa 5minuti un gruppo metal che suonava vicino a scuola, e poi ci siamo rifugiati in un bar a chiacchierare.
Verso mezzogiorno in stazione, prima di prendere la corriera ho salutato altri due miei compagni di classe, che con un abbraccio mi hanno augurato di divertirmi e di fare buon viaggio.
Ora sono ufficialmente in vacanza, anche se non mi sembra vero. Piove da più di una settimana, fa freddo e non provo il consueto piacere che ogni anno provavo nella fine della scuola.
Forse è la mia partenza che rende tutto ancora più cupo di quanto il clima non abbia già reso. Spero solo che il sole ritorni a splendere presto e che questa malinconia se ne vada il prima possibile. 

Un Abbraccio, 
                                      Paola 

mercoledì 1 giugno 2011

Sadly My Instinct Was Wrong

1 Giugno 2011 

A quanto pare il mio sesto senso si è sbagliato. Basta, ormai mi sono rassegnata al dover aspettare fino ad agosto. Con la sfiga che mi perseguita, lo saprò una settimana prima. Infondo dovevo aspettarmelo. Quando mai ho avuto qualcosa subito, senza prima dovermi farmi logorare dall'attesa? Beh, mai. Perciò ho deciso di rassegnarmi al mio destino di dover sempre aspettare o di dover sempre lottare come una pazza per ciò che voglio. Sta di fatto che ora, quando apro la mia email, non mi sale più il cuore in gola. Non mi sudano più le mani. Non incrocio più le dita sperando che ci sia qualche bella notizia. Perchè nonostante io continui a sperarci almeno un pochino, nel profondo del mio inconscio so che è più vuota di un croissant senza marmellata. Ma fa niente. C'est la vie.

La notizia della mia partenza inizia a diffondersi a destra e a manca. E se devo essere sincera, non è una cosa che mi entusiasma più di tanto. Non so il perchè, ma preferivo che questo mio progetto restasse solo mio ancora per un po'. Adesso quando cammino per strada mi sento osservata e fissata, come se tutti sapessero ma nessuno osasse chiedere. Ho la sensazione che chiunque mi saluti non lo faccia per il piacere di farlo ma perchè "sono quella che va in America". Circa un mesetto fa c'è stato un fatto strano. Io stavo andando a fare un giro con il cane e mi sono resa conto che una, appena mi ha vista, si è messa a frugare in macchina e quando le sono passata davanti, è uscita di scatto e con un sorrisino mi fa: "ciao!". Mi ha dato l'impressione che mi stesse come dire, "aspettando". Cosa mai fatta. Boh, forse è una delle mie mille paranoie dovute allo stress pre-partenza e a quello scolastico. Spero sia così e spero anche che tutte queste "attenzioni" finiscano presto. Voglio tornare nel mio calmo e tranquillo anonimato il prima possibile.

Oggi ho finito ufficialmente con i pomeriggi scolastici per un bel po'. Basta tornare a casa stanca morta alle sei meno venti. Però oggi ci siamo divertiti parecchio. A ginnastica abbiamo giocato tutte e due le ore a "palla avvelenata" e a quanto pare sono migliorata rispetto a qualche anno fa! A detta dei miei compagni i miei tiri fanno paura. Mah, per me non è così! Devo ancora perfezionare la tecnica! È stato un bel pomeriggio. Stancante, ma bello. =] E sono davvero contenta di aver trascorso così l'ultimo pomeriggio scolastico italiano per i prossimi 15 mesi circa.

Ho bisogno di vacanze, di sole, di staccare la spina dal resto dal mondo e di godermi un po' la vita in tutta tranquillità. Il primo giorno di vacanza inizierò il puzzle sul ponte di Brooklyn di notte. Semplicemente stupendo. Vorrei iniziarlo prima, ma ho ancora delle prove e delle interrogazioni, perciò meglio evitare ulteriori distrazioni =)

Mancano Circa 2 Mesi. Soltanto 2 Mesi.

Un Abbraccio,
                           Paola ancora orfanella.. sigh!