I was an exchange student. How do you know what is a dream if you never accomplished one? How do you know what is an adventure if you never took part in one? How do you know what is anguish if you never said goodbye to your family and friends with your eyes full of tears? How do you know what is being desperate, if you never arrived in a place alone and could not understand a word of what everyone else was saying? How do you know what is diversity if you never lived under the same roof with people from all over the world? How do you know what is tolerance, if you never had to get used to something different even if you didn’t like it. How do you know what is autonomy, if you never had the chance to decide something by yourself? How do you know what it means to grow up, if you never stopped being a child to start a new course? How do you know what is to be helpless, if you never wanted to hug someone and had a computer screen to prevent you from doing it? How do you know what is distance, if you never, looking at a map, said “I am so far away”? How do you know what is a language, if you never had to learn one to make friends? How do you know what is patriotism, if you never shouted “ I love my country” holding a flag in your hands? How do you know what is the true reality, if you never had the chance to see a lot of them to make one. How do you know what is an opportunity, if you never caught one? How do you know what is pride, if you never experienced it for yourself at realizing how much you have accomplished? How do you know what is to seize the day, if you never saw the time running so fast? How do you know what is a friend, if the circumstances never showed you the true ones. How do you know what is a family, if you never had one that supported you unconditionally? How do you know what are borders, if you never crossed yours, to see what there was on the other side? How do you know what is imagination, if you never thought about the moment when you would go back home? How do you know the world, if you have never been an exchange student?

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martedì 9 agosto 2011

Goodbye Italy

9 Agosto 2011  

I've got my things packed
Climb out the window
All the pictures and pain
I left behind
All the freedom and fame
I've gotta find
And I wonder
How long it'll take them to notice that I'm gone
And I wonder
How long it'll take them to see my bed is made
And I wonder
How far it'll take me
To run away
I'll never be your perfect girl
I’m just trying to be myself..

Arrivederci Italia.  A Tra Poco America.

giovedì 28 luglio 2011

Back From The American Consulate

28 Luglio 2011 

Sono tornata poco fa dal consolato di Milano. Beh, dire che non c'era nulla di cui preoccuparsi è d'obbligo! Sono partita da casa alle 3 (sveglia alle due e mezza <.<) e alle sette ero al Consolato. Solo che ero decisamente troooppo in anticipo dato che avevo l'appuntamento alle 8.35, così abbiamo fatto dei giri lì vicino fino alle sette e mezza e visto che al Consolato non c'era ancora nessuno, siamo andati a vedere dove era l' MBE (quell'agenzia con la quale ti spediscono il visto a casa). Ci avremmo messo dieci minuti scarsi e quando siamo tornati lì, c'era una fila chilometrica! Abbiamo aspettato un po' e poi è uscito un'agente a spiegare cosa doveva essere assolutamente lasciato fuori e cosa poteva essere portato ma all'entrata doveva essere messo in bella vista. Poi, sempre quest'agente ha detto che chi aveva le carte già separate poteva andare all'inizio della fila. Io ero tra questi e quindi sono volata all'inizio della fila (lo so, per una volta ho avuto culo xD). A gruppi di cinque ci siamo avvicinati alla porta e a uno a uno siamo entrati, passati per il metal-detector, abbiamo depositato i cellulari e preso un cartellino con una gigantesca V sopra che doveva essere messo addosso e doveva essere visibile. Poi siamo saliti al settimo piano con l'ascensore e ad attenderci c'era un altro agente davvero gentile che ci ha detto di prendere un biglietto e di attendere il nostro turno. Io avevo il numero 5. Quando hanno chiamato il mio numero ho consegnato tutti i documenti e poi ho atteso che il Console mi chiamasse. L'intervista è davvero semplice e me l'ha fatta interamente in italiano. Mi ha chiesto come sto, se so già dove vado, se è la prima volta che vado negli Stati Uniti e poi mi ha chiesto le impronte digitali! Infine mi ha detto quando il mio passaporto sarebbe stato pronto e mi ha spiegato che avrei dovuto portare il modulo DS-2019 e la ricevuta della tassa SEVIS con me negli Stati Uniti. L'agente che c'era sul piano è stato davvero gentile, mi ha aperto l'ascensore e mi ha persino schiacciato il pulsante per il piano terra! Uscendo ho ripreso il mio cellulare e ho consegnato il cartellino. Ecco, tutto qua. Io ho avuto fortuna e ho trascorso all'interno del Consolato all'incirca 45 minuti. Anche se sembravano molti di meno :)

Domenica ho mandato un'email a Mara chiedendole se si sapeva qualcosa sulla data di partenza e sulla famiglia, ma non ha ancora risposto.. Forse non l'ha vista :)
Ah, quasi dimenticavo. La notte scorsa, quella tra martedì 26 e mercoledì 27 luglio, ho fatto un sogno un po’.. confuso direi. Dunque, nella cassetta delle lettere c’era una lettera della WEP, corro su per le scale e la apro. Dentro c’è un foglio sul quale a caratteri cubitali (davvero, non sto scherzando erano enormi) c’è scritto Carago (o forse era Caraco, non ricordo) 9 kilometers from Liza, state of Lipa. Io tutta felice lo cerco su google maps e vedo questo stato nel centro nord degli USA. Credo fosse dove sta il Nebraska, o forse il South Dakota. Poi non so perché incontro una donna che nel sogno era una collaboratrice della WEP, che mi dice che quella destinazione è solo una riserva e che molto probabilmente andrò in North Carolina. Riguardo il foglio e non c’è più solo sto Carago ma sotto ci sono anche North Carolina e Charleston. Poi il sogno si sposta al mio arrivo, sono a casa (anche se in realtà ero in un negozio con la mia famiglia che però era casa.. boh!) e mi dicono "noi andiamo a dormire". Io guardo l’orologio appeso al muro ed erano solo le sette e cinque minuti. Così quella che credo fosse la mia Host Sister, mi chiede che ore fossero in Italia e io qui tiro fuori il cellulare che segna le 12.07.
Da qui in poi non ricordo bene, so solo che la mia Host Mum si era dimenticata di fissarmi il colloquio con il counselor!

Poi ieri, per pura curiosità, ho guardato su google maps e quello che ne è venuto fuori è:

-          Caraco esiste in Colombia, e negli Stati Uniti dovrebbe essere qualcosa come un cognome e il nome di una casa farmaceutica nei pressi di Detroit (?) .
-          Lipa/Liza non esiste xD
-          Di Charleston ne esistono molteplici. C’è Charleston in South Carolina, Charleston nel Massachusetts, Charleston in Illinois.. e così via!

Certo che devo essere proprio a pezzi per sognare certe cose. Ti prego famiglia, fatti sentire in qualsiasi modo. Telefono, Email, Facebook… Non importa, purché tu lo faccia.

Un Abbraccio,
                              Paola


martedì 19 luglio 2011

Wanna Living In A Dream

19 Luglio 2011 

No, ancora niente. Ancora nessuna notizia dalla WEP o dalla famiglia. Niente di niente. Nada. E nonostante abbiamo sorpassato la metà di luglio, sono piuttosto tranquilla a riguardo. Strano. Ma ormai tutto è diventato strano, e non mi sorprendo più di nulla, nemmeno della mia calma totalmente fuori luogo. Forse tutta l'ansia che dovrei provare ora è semplicemente celata, nascosta, e aspetta ancora un po' prima di esplodere a 300 chilometri all'ora. Si, credo che sia così, anche perchè sarebbe nel mio stile xD

Però se l'ansia si sta facendo da parte (per ora) non si può dire lo stesso dell'adrenalina che mi scorre nelle vene. Più la gente mi chiede se so qualcosa, più questa aumenta. Vorrei gridarlo al mondo intero che tra poco parto, che tra qualche settimana (perchè sì, anche se non so nulla nemmeno sulla data di partenza, sono settimane e non più mesi) sarò a minimo quattromila miglia da qui, che cercherò in tutti i modi di dimenticarmi l'italiano e di imparare al meglio l'inglese. Vorrei gridarlo ad ogni persona che incontro che trascorrerò l'anno più bello della mia vita, che farò delle figure di merda per quanto possibile più assurde di quelle già fatte fino ad ora, che mi innamorerò di un paese che non è il mio e che forse arriverò addirittura a preferirlo a quello dove ho vissuto per tutti questi anni. Voglio gridarlo a tutti che tornerò in Italia così diversa da non sembrare nemmeno più io, che mi butterò in ogni cosa mi si ponga davanti, che imparerò le regole del football, che tiferò come una pazza per la squadra della mia scuola, che proverò le cose più diverse, che a colazione mi abbufferò di uova strapazzate o con il bacon. Vorrei gridarlo a tutti che non vedo l'ora di andare al ballo con il mio vestito elegante che avrò cercato e ricercato in tutti i negozi e che finchè non scatterà il colpo di fulmine non comprerò. Voglio dirlo a tutti che non vedo l'ora di prendere quell'aereo, dimenticarmi di questa parte di mondo e di iniziare a vivere in un sogno.

Il 28 luglio ho l'appuntamento al consolato per il visto. Non vedo l'ora di cancellare questo punto dalla lista perchè mi mette un po' di ansia. All'inizio me lo avevano fissato per il 3 agosto, ma fortunatamente sono riuscita ad anticiparlo almeno di qualche giorno.

Aggiornerò quando tornerò dal consolato o chissà, magari anche prima se ci sarà qualche novità.

Un Abbraccio,
                               Paola

mercoledì 29 giugno 2011

Dreaming Of U.S.A.

29 Giugno 2011 

On Air: Just Can't Get Enough - Black Eyed Peas

Oggi mio papà è andato in banca e ha versato il saldo alla WEP, così un'altro punto della lista è andato. Cavoli mi sembra ieri che iniziavo a scrivere le mie prime parole impacciate su questo blog in un uggioso pomeriggio di ottobre (ho sempre desiderato usare questo aggettivo!) e ora siamo già alla fine di giugno. Queste prime due settimane e mezza di vacanze sono state diverse. Non so in che cosa, solo diverse. Utilizzo spesso questo termine ultimamente. Forse perchè qualcosa sta davvero cambiando. E non mi riferisco solo all'estate che di per sè è molto diversa in quanto non mi sveglio più nel panico pensando di essere in ritardo per la scuola. No. Mi sveglio chiedendomi se sarà oggi che arriverà qualche notizia dall'America. Perchè è così. Sarà il caldo, sarà che sono pazza, ma nel mio cuore e nella mia testa risuona l'eco di una parola soltanto - ed è America.

Ultimamente mi sono chiesta come sarebbe stata se non avessi passato le selezioni, se non fossi riuscita a coronare quello che è un mio sogno da anni. E anche se cerco di immaginarmi come sarei adesso, non ci riesco. È come se scegliere di partire fosse l'unica cosa che avessi potuto decidere di fare. Come se questa fosse stata l'unica strada davanti a me. Come se non ci fosse stata un'alternativa, un bivio che mi avrebbe condotto da un'altra parte. È come se fosse stato tutto già deciso e io non abbia potuto fare altro che imboccare questa direzione, questa strada che mi si presenta anche lei sterrata, piena di buche a loro volte piene di fanghiglia e che in un modo tutto suo mi condurrà alla felicità. Perchè anche se a vedersi sembra che porti in tutt'altro luogo, io so che è qui che mi farà arrivare. E nonostante abbia mille preoccupazioni, non c'è nemmeno un millimetro del mio corpo che non sia sommerso dalla convinzione che questa è l'unica cosa giusta per me, l'unico modo per raggiungere un sogno. L'unico modo per venire sommersa a mia volta dalla felicità. 
È il cambiamento che aspetto da una vita, la voglia di riscattarsi da non so bene che cosa. Ed è veramente strano pensare che manca circa un mese e mezzo, forse due al momento in cui salirò su quell'aereo.

Ebbene si, l'estate è finalmente arrivata. A differenza della mia famiglia. Ma fa niente. Infondo come disse Andrè Gide:

"Io semino a piene mani, ed il grano aspetti pure se il tempo non è propizio. Spesso infatti, il migliore è quello più lungo atteso."

E scommetto che per me sarà lo stesso. Devo solo avere pazienza e godermi gli ultimi attimi di questa vita italiana. Perchè anche se poi tornerò, non sarà più lo stesso. Io, non sarò più la stessa.

Un Abbraccio,
                              Paola

sabato 11 giugno 2011

That's Not a GoodBye, Is Just A See You

11 Giugno 2011 

E anche la terza liceo è finita. Ma almeno l'abbiamo finita nel migliore dei modi. Arrivate a scuola abbiamo bevuto il consueto caffè, e poi siamo saliti in classe dove avevano già spostato i banchi e iniziato a mettere su la musica. Poi, man mano che arrivavano anche gli altri abbiamo iniziato a ballare di tutto: dalla musica afro e da discoteca al ballo del pinguino in giro per il nostro piano. Mi hanno anche salutato tutti in coro con un "ippip urrà"! E poi, con l'avvicinarsi delle 10.20 (uscita anticipata) abbiamo iniziato a salutarci. È incredibile quanto sia stato triste e difficile. Perchè questa volta è stata diversa. Non era il consueto "Ehi, ci rivediamo a settembre!". No. È stato un continuo "mi raccomando divertiti!" "Ohi, facci sapere tutto quello che ti succede, anche semplicemente che hai incontrato un figo per il corridoio!" e cose così. E per quanto abbiamo cercato tutte di evitarlo, ho dovuto salutare anche le mie due compagne di (dis)avventure. E lì le lacrime hanno iniziato a scendere amare sul mio viso, come direbbero i Lost. Ininterrottamente. Pesantemente. Inevitabilmente.
Una delle due mi ha abbracciato e mi ha detto per sdrammatizzare: "Mi raccomando, esci con cinquemila bei fighi e tranquilla che ** ******* ** ** ********* **".
L'altra, dopo averla praticamente innondata di lacrime, con gli occhi lucidi e un sorriso che lasciava trasparire un velo di tristezza mi ha detto: "Vai, divertiti, conquistali tutti e poi torna, che noi saremo qui ad aspettarti a braccia aperte". E qui sono crollata nuovamente fra i singhiozzi. Perchè ha colpito nel segno. Perchè ha detto esattamente quello che avevo bisogno di sentire. Perchè ha detto esattamente quello che volevo sentire.

Prima di andare via da scuola ho incontrato la prof. d'inglese che mi ha detto di stare tranquilla (e chi si agita?! io non vedo l'ora di partire!!) perchè sarà sicuramente un'esperienza bellissima e poi anche il prof. di greco e quello di storia dell'arte che hanno scherzato un po' sul dove finirò =).
Dopo dalle 10.30 in poi, abbiamo gironzolato un po', abbiamo ascoltato per circa 5minuti un gruppo metal che suonava vicino a scuola, e poi ci siamo rifugiati in un bar a chiacchierare.
Verso mezzogiorno in stazione, prima di prendere la corriera ho salutato altri due miei compagni di classe, che con un abbraccio mi hanno augurato di divertirmi e di fare buon viaggio.
Ora sono ufficialmente in vacanza, anche se non mi sembra vero. Piove da più di una settimana, fa freddo e non provo il consueto piacere che ogni anno provavo nella fine della scuola.
Forse è la mia partenza che rende tutto ancora più cupo di quanto il clima non abbia già reso. Spero solo che il sole ritorni a splendere presto e che questa malinconia se ne vada il prima possibile. 

Un Abbraccio, 
                                      Paola 

mercoledì 1 giugno 2011

Sadly My Instinct Was Wrong

1 Giugno 2011 

A quanto pare il mio sesto senso si è sbagliato. Basta, ormai mi sono rassegnata al dover aspettare fino ad agosto. Con la sfiga che mi perseguita, lo saprò una settimana prima. Infondo dovevo aspettarmelo. Quando mai ho avuto qualcosa subito, senza prima dovermi farmi logorare dall'attesa? Beh, mai. Perciò ho deciso di rassegnarmi al mio destino di dover sempre aspettare o di dover sempre lottare come una pazza per ciò che voglio. Sta di fatto che ora, quando apro la mia email, non mi sale più il cuore in gola. Non mi sudano più le mani. Non incrocio più le dita sperando che ci sia qualche bella notizia. Perchè nonostante io continui a sperarci almeno un pochino, nel profondo del mio inconscio so che è più vuota di un croissant senza marmellata. Ma fa niente. C'est la vie.

La notizia della mia partenza inizia a diffondersi a destra e a manca. E se devo essere sincera, non è una cosa che mi entusiasma più di tanto. Non so il perchè, ma preferivo che questo mio progetto restasse solo mio ancora per un po'. Adesso quando cammino per strada mi sento osservata e fissata, come se tutti sapessero ma nessuno osasse chiedere. Ho la sensazione che chiunque mi saluti non lo faccia per il piacere di farlo ma perchè "sono quella che va in America". Circa un mesetto fa c'è stato un fatto strano. Io stavo andando a fare un giro con il cane e mi sono resa conto che una, appena mi ha vista, si è messa a frugare in macchina e quando le sono passata davanti, è uscita di scatto e con un sorrisino mi fa: "ciao!". Mi ha dato l'impressione che mi stesse come dire, "aspettando". Cosa mai fatta. Boh, forse è una delle mie mille paranoie dovute allo stress pre-partenza e a quello scolastico. Spero sia così e spero anche che tutte queste "attenzioni" finiscano presto. Voglio tornare nel mio calmo e tranquillo anonimato il prima possibile.

Oggi ho finito ufficialmente con i pomeriggi scolastici per un bel po'. Basta tornare a casa stanca morta alle sei meno venti. Però oggi ci siamo divertiti parecchio. A ginnastica abbiamo giocato tutte e due le ore a "palla avvelenata" e a quanto pare sono migliorata rispetto a qualche anno fa! A detta dei miei compagni i miei tiri fanno paura. Mah, per me non è così! Devo ancora perfezionare la tecnica! È stato un bel pomeriggio. Stancante, ma bello. =] E sono davvero contenta di aver trascorso così l'ultimo pomeriggio scolastico italiano per i prossimi 15 mesi circa.

Ho bisogno di vacanze, di sole, di staccare la spina dal resto dal mondo e di godermi un po' la vita in tutta tranquillità. Il primo giorno di vacanza inizierò il puzzle sul ponte di Brooklyn di notte. Semplicemente stupendo. Vorrei iniziarlo prima, ma ho ancora delle prove e delle interrogazioni, perciò meglio evitare ulteriori distrazioni =)

Mancano Circa 2 Mesi. Soltanto 2 Mesi.

Un Abbraccio,
                           Paola ancora orfanella.. sigh!

domenica 8 maggio 2011

Looking For A Change Of Scenery

8 Maggio 2011 

Sono successe alcune cose dall'ultima volta che ho scritto, quando ero ancora fresca fresca di Orientation. Da dove comincio? Beh innanzitutto è passata Pasqua. L'ultima ricorrenza prima della partenza. O forse no. Forse ci sarà ancora Ferragosto. Poco importa, sta di fatto che ci sono quasi. Ancora alcune settimane raggruppabili in circa 3 mesi e sarò lanciata ai 300 all'ora nella mia nuova vita americana. Inutile ripetere che non vedo l'ora. No, chissenefrega io lo ribadisco: VOGLIO PARTIRE!! 

Giovedì pomeriggio e venerdì mattina ho affrontato l'esame per la certificazione PET. Avrò i risultati a circa metà giugno. Durante la parte di Speaking mi sono divertita tantissimo! Una delle domande che mi ha posto è stata "Dove vorresti andare in futuro?" E dopo la mia risposta contenente una lista interminabile di paesi mi ha posto un'altra domanda correlata a questa: "Dove vorresti andare l'anno prossimo?" a cui ha seguito la mia risposta piuttosto logorroica sugli Stati Uniti e sul perchè sono diretta lì.
La scena della mia risposta alla prima domanda è stata piuttosto divertente e gli ho risposto più o meno così: "In my future I'm going to visit many places, like Japan, China, USA, and something in the South America like Brazil and.. and.. and.. **E adesso che le dico? Argentina non sono sicura di come si pronunci, Cile non ne parliamo.. Ma che altro c'è in Sud America?? Paola pensa pensa.. Ah ecco!**  ..and Colombia!! I think that are all great places to visit!" Devo essere risultata piuttosto buffa, perchè la ragazza che mi poneva le domande mi ha sorriso, lol!

Tutti continuano a chiedermi se mi hanno fatto sapere qualcosa. E subito dopo la mia solita risposta "No, con la mia solita sfiga lo saprò due settimane prima." me ne chiedono il motivo. E qui si fa complicato. Perchè nessuno vuole sorbirsi una spiegazione di mezz'ora sul come funziona. Così cerco di farla breve dicendo che "sono le famiglie a sceglierti in base alla compatibilità" anche se ci sarebbe molto altro da dire.
Tempo fa avevo scritto che a mio parere sarebbe arrivata a maggio.. Beh, fino ad ora non ce ne è nemmeno l'ombra. Vabbè che siamo all'inizio del mese, però..  Magari il mio sesto senso si sta rincoglionendo. Oppure non sarà che è la mia Email che si è impallata?! Cavoli è sempre vuota. E sono stufa di leggere ogni volta "Nessun messaggio da leggere". No dai Paola, non farti prendere dall'ansia. Tira un respirone.
Sono così curiosa di sapere dove finirò, ho così voglia di sentire la voce della mia famiglia ospitante, di vedere i loro volti. Ho voglia di saperlo. Ho bisogno di saperlo. Perchè quest'attesa inizia ad incuriosirmi troppo e quest'eccesso di curiosità sta iniziando a logorarmi.
Susu, bella famigliola che cerchi una studentessa italiana impacciata, un po' timida con chi non ha confidenza, ma anche generosa, altruista, con tanta voglia di scoprire cose nuove e di aprirsi ad un nuovo mondo, con una voglia pazzesca di incontrarvi e di farvi conoscere il suo di mondo per quanto piccolo e semplice.. beh, fatti sentire. Te ne prego. Non mi importa dove tu viva, perchè ho uno spirito di adattamento piuttosto buono. In più non mi spaventa affatto finire in un piccolo centro, anzi, sarebbe un sogno. Perciò io sono qui. E attendo tue notizie.

Un Abbraccio,
                                  Paola